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Homo faber fortunae suae

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Da quasi due mesi il COronaVIrus Disease 19 ha interrotto ritmi, abitudini, desideri, ma anche situazioni di insofferenza, lavori poco soddisfacenti, ha imposto a tutti noi uno stop forzato nel bene e nel male.
Ora abbiamo più tempo da dedicare alla famiglia, alla casa, alla lettura e, perché no, alle nostre passioni, sono molti infatti i tutorial e le attività messe a disposizione online da artisti e artigiani di cui possiamo approfittare, ma soprattutto il lockdown ci ha dato più tempo per riflettere: su quello che stavamo facendo e su quello che vorremo realizzare in futuro.  
Molti affermano che dopo questa esperienza nulla cambierà e che gli italiani, con il tempo, dimenticheranno la pandemia, ma io non ne sono così convinta. Io penso che in realtà le cose siano già cambiate, noi non siamo più quelli di prima, quindi tanto vale continuare sulla strada del cambiamento, verso uno stile di vita più sostenibile. E per sostenibile intendo un modo di vivere la quotidianità basato sulla possibilità di diventare più autonomi, trovando soluzioni basate sulla nostra capacità di saper fare.
Un' intera civiltà consumistica è stata costruita inibendo la nostra abilità manuale, giudicata poco moderna, così attività come l’agricoltura e l'artigianato sono passati di moda, lasciando il passo all’era dei consulenti. Perché dunque non auspicare un ritorno alle competenze artigiane?  Acquistiamo conoscenze piuttosto che prodotti finiti, impariamo a cucirci i vestiti, a fare la maglia, a disegnare, a fare la carta, a scrivere bene, ad aggiustare gli oggetti e gli elettrodomestici, riducendo la produzione di rifiuti. Investiamo su noi stessi, riempiamoci di saperi, creiamo le nostre craft room o prendiamo un laboratorio. All’insegna di una riscoperta solidarietà e socialità, mettiamo poi a disposizione le nostre competenze,  tutto questo produrrà valore, ci renderà più indipendenti e padroni delle cose e di noi stessi. In questi giorni sono molte le persone che hanno rispolverato le proprie macchine da cucire e si sono autoprodotte mascherine protettive per la bocca, ottenendo dei prodotti alla moda e ben fatti. Questo è solo un esempio, perché è vero che esiste un artigianato di eccellenza, ma esistono anche moltissime forme di talenti nascosti, per così dire, domestiche, che se allenate possono trasformarsi in profili d’autore.
Non è un caso che lo stesso Victoria & Albert Museum di Londra proponga, nell’ambito dei laboratori didattici, dei corsi di maglia e tessitura, il newchic è indossare un maglione fatto in casa.
Artigianato vuol dire passione e tradizione, ma in un manufatto italiano non c’è solo stile  e qualità, c’è tutta la nostra cultura, la storia, l’arte, l’abitudine al bello.



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